Nel 2025 il mercato turistico europeo mostra segnali di trasformazione profonda: la crescente diversificazione dei flussi premia città medio piccole e destinazioni lontane dai tradizionali circuiti di massa. Secondo la European Travel Commission, nell’ultimo biennio vi è stato un incremento del 12% degli arrivi in luoghi meno noti, risultato legato anche alla ricerca di autenticità e all’esigenza di esperienze meno affollate rispetto alle metropoli e alle destinazioni iconiche.
La sostenibilità e il desiderio di viaggi responsabili riferiti sia all’ambiente sia al benessere delle comunità locali sono temi centrali, tanto che numerose località minori hanno investito in progetti per la gestione dei flussi, la promozione di eventi fuori stagione e l’incentivo a soggiorni prolungati.
Strategie di promozione: l’identità come valore aggiunto
I nuovi modelli di promozione turistica valorizzano la narrazione autentica dei territori. Raccontare la vera anima di un comune aiuta ad attrarre viaggiatori alla ricerca di storie reali, volti locali ed esperienze culturali genuine. La differenziazione rispetto alle mete più note passa per iniziative che mettono in luce gemme nascoste, come antichi borghi, tradizioni artigianali o scorci paesaggistici insoliti.
Progetti di marketing territoriale avviati in Italia dimostrano che la co-creazione di contenuti digitali, gestiti in collaborazione tra enti locali, operatori turistici e cittadini, favorisce la partecipazione attiva di chi abita il territorio. Questa strategia stimola l’orgoglio locale e genera materiale promozionale autentico, coinvolgente e facilmente condivisibile sui social media.
Destagionalizzazione: sfida e opportunità per le mete emergenti
Uno degli obiettivi principali delle città medie è il superamento della stagionalità. Le campagne promozionali non si limitano ai tradizionali periodi di alta stagione: si punta su eventi culturali, festival enogastronomici, iniziative outdoor organizzate in primavera e autunno per distribuire i visitatori nell’arco dell’anno.
Le esperienze di destinazioni come Courmayeur Mont Blanc o Fermo mostrano che raccontare il territorio nelle “stagioni minori” può portare un concreto vantaggio competitivo: si migliora la vivibilità della città, si sostiene l’economia locale in mesi normalmente meno redditizi e si riduce l’impatto ambientale concentrato in pochi mesi.
Digitalizzazione e omnicanalità: come raggiungere il pubblico
Nel 2025, la presenza digitale di una destinazione è un prerequisito imprescindibile. La promozione multicanale si articola tra sito ufficiale, social media, piattaforme di recensione, newsletter e campagne digitali a pagamento. La raccolta e analisi dei dati risultano fondamentali per comprendere abitudini, preferenze e comportamenti dei viaggiatori.
Tutte le azioni sono supportate da strumenti di content marketing che includono storytelling visivo, produzione di brevi video e guide di viaggio. In particolare, si segnala come le piattaforme social rappresentino il luogo privilegiato di incontro con nuove fasce di pubblico, attratte dal racconto di esperienze reali e dalla voce di testimonial credibili.
Sostenibilità e turismo responsabile
Le città medio piccole hanno iniziato a investire in progettualità orientate alla sostenibilità: sviluppo della mobilità dolce, promozione della gastronomia locale a filiera corta, piani per limitare il turismo mordi e fuggi e coinvolgimento dei visitatori nella tutela del patrimonio ambientale. Il viaggiatore consapevole valuta oggi l’impronta del proprio viaggio in termini ecologici e sociali, e le amministrazioni comunali rispondono con politiche di informazione, certificazioni green e partnership con produttori e operatori locali.
La sostenibilità diventa anche leva di marketing: premiare chi si ferma più notti, favorire la scoperta lenta del territorio e scoraggiare i flussi congestionati sono pratiche sempre più diffuse che aiutano a preservare la qualità dell’esperienza e la vivibilità urbana.
La personalizzazione dell’esperienza turistica
Un trend rilevante è l’offerta di percorsi personalizzati e di “micro-esperienze” cucite sulle passioni dei visitatori: tour per amanti dell’arte locale, laboratori gastronomici, itinerari naturalistici guidati. Attraverso piattaforme digitali e apposite newsletter, i turisti vengono coinvolti in workshop, eventi e visite tailor-made che sostengono il turismo esperienziale e responsabilizzano il viaggiatore.
Questa personalizzazione è rafforzata dai dati ottenuti tramite sistemi digitali, che permettono di profilare le preferenze degli utenti, suggerendo proposte ad hoc a seconda della stagione e delle specificità del territorio.
Casi concreti e buone pratiche in Europa
Oltre ai casi italiani, numerosi piccoli centri europei stanno progressivamente salendo alla ribalta grazie a politiche di marketing innovative. In Francia, Colmar valorizza eventi locali e mercatini stagionali, in Montenegro Cattaro ha puntato sulle tradizioni storiche, mentre i Paesi Bassi promuovono città come Giethoorn come alternativa sostenibile alle grandi mete.
Il successo di alcune località risiede proprio nella capacità di differenziarsi, integrando la promozione con servizi efficienti e strutture ricettive accoglienti, puntando su smart mobility, iniziative artistiche diffuse e coinvolgimento degli operatori in reti di territorio.
Il ruolo degli eventi e della cultura
Festival, rassegne gastronomiche, eventi musicali e mostre temporanee sono strumenti efficaci per attrarre flussi turistici destagionalizzati. Le città medie organizzano manifestazioni legate alle proprie tradizioni identitarie, rendendo il calendario culturale un’arma competitiva contro le metropoli. Manifestazioni tematiche, mercati locali ed eventi legati al patrimonio immateriale valorizzano il senso di comunità e rafforzano la reputazione del luogo.
La produzione di itinerari culturali tematici – dai cammini storici alla scoperta degli antichi mestieri – aiuta non solo a distribuire i flussi, ma anche a superare la paura del turismo mordi e fuggi, favorendo permanenze più lunghe.
L’accoglienza come fattore di successo
La qualità dell’accoglienza rappresenta uno dei principali driver per la crescita turistica delle città di medie dimensioni. Secondo ricerche e sondaggi recenti, le destinazioni considerate più ospitali, attente al comfort del visitatore e in grado di offrire servizi personalizzati sono anche quelle che ottengono il maggior tasso di revisite e passaparola positivo.
Un esempio dettagliato di mete autunnali particolarmente accoglienti è illustrato in questo approfondimento sulle città più ospitali del Regno Unito per la stagione autunnale, dove vengono presentate esperienze di piccole città anglosassoni che hanno saputo reinventare la propria offerta stagionale per attrarre nuovi flussi di turismo nazionale e internazionale.
Dati, misurazione e destination management
La raccolta di dati da piattaforme online, recensioni, social media e strumenti di traffic analytics rappresenta una risorsa cruciale per monitorare i risultati delle campagne e adattare continuamente le strategie. Molte amministrazioni hanno scelto di dotarsi di sistemi di Destination Management System (DMS) per rendere più efficiente la comunicazione tra operatori e favorire la condivisione di informazioni aggiornate in tempo reale.
L’integrazione dei dati consente politiche di prezzo dinamiche, gestione agile delle emergenze e pianificazione di azioni correttive. In questo contesto, la collaborazione tra pubblico e privato è determinante per mantenere competitivo anche il tessuto economico dei borghi e delle piccole città.
Sfide future e prospettive
Le città medio piccole si trovano oggi davanti a sfide complesse ma stimolanti: gestire il rischio di overtourism localizzato, garantire la sostenibilità della crescita, investire nella formazione degli operatori e nella qualità dei servizi, e proteggere l’autenticità delle comunità residenti.
Il futuro del marketing turistico appare orientato all’integrazione tra esperienze digitali e fisiche, all’empowerment delle reti locali e allo sviluppo di una cultura dell’ospitalità pronta a rispondere con efficacia e flessibilità ai nuovi bisogni dei viaggiatori del post-pandemia. L’innovazione nei modelli di governance turistica, la sperimentazione di nuove tecnologie e la capacità di ascoltare la domanda rappresentano i fattori chiave per mantenere attrattivo e sostenibile il turismo nelle città di dimensioni intermedie.
Fonti dati
- European Travel Commission
- The Data Appeal Company
- Ministero del Turismo










